Native advertising: cos’è e consigli per l’uso

Il native advertising è una realtà che si sta diffondendo rapidamente nel mondo della comunicazione e della pubblicità. Si tratta di un contenuto pubblicitario sponsorizzato e promosso all’interno dei contenuti offerti al lettore. Differisce dalla pubblicità tradizionale poiché non ha lo scopo di interrompere il lettore per comunicare un messaggio, ma ha come obiettivo di fondersi all’interno del contesto.

La caratteristica principale non è quindi quella di distrarre il lettore ma di lanciare il messaggio pubblicitario facendogli assumere le stesse peculiarità del contenuto diventandone parte integrante.

Quando un lettore si ritrova di fronte ad una pagina web è, senza dubbio, interessato all’argomento e contestualmente lo sarà nei confronti della pubblicità, soprattutto se questa ne fa parte. Un esempio molto chiaro può essere rappresentato dall’inserimento di una pubblicità di accessori per donna all’interno di un articolo che riguarda la fashion week di Milano. E’ uno strumento pubblicitario non invasivo e sicuramente più efficace dei classici banner che non producono persuasività.

Se si vuole progettare e pianificare un’attività di native advertising perché non tenere conto di alcuni buoni suggerimenti?

  • Gli utenti mostrano fiducia in un brand quando vedono altre persone che si fidano. E’ bene offrire la possibilità al proprio audience di creare contenuti spontanei durante la pianificazione della campagna pubblicitaria. Dai voce al tuo pubblico!
  • Utilizzare contenuti brevi e concisi. Dilungarsi crea distrazione e noia agli utenti.
  • Rendere le campagne pubblicitarie visibili da mobile, quindi ottimizzarle per renderle facilmente percettibili, è una strategia di successo.
  • Fare un’analisi del mercato è indubbiamente un ottimo modo per poter pianificare la propria campagna pubblicitaria. In questo modo si riesce a concepire quali sono i canali più frequentati dai propri consumatori e, quindi, quali piattaforme bisogna sfruttare per il raggiungimento dell’obiettivo. Certamente bisognerà adattare i contenuti per ogni piattaforma utilizzata.

Il native advertising è destinato ad una crescita vertiginosa nei prossimi 5 anni che porterà ad un cambiamento comportamentale dei consumatori e ad un utilizzo sempre più frequente di smartphone e altri dispositivi mobili per la ricerca dei contenuti.  Il native advertising è, indubbiamente, un modo per migliorare l’efficienza delle tradizionali campagne di advertising digitale.

Isabella Ippolito – Social Media Marketer

I tre principi del programmatinc advertising

Negli ultimi anni, nel mercato dell’advertising digitale, il programmatic advertising ha assunto un ruolo non poco rilevante. Per programmatic advertising, si intende l’acquisto e la vendita di spazi pubblicitari online attraverso specializzati software in grado di ottimizzarne il processo.

Sofisticati algoritmi analizzano il comportamento dei consumatori, cercando di ricavare il maggior numero di dati possibile e, in base a questi, le aziende si impegnano a dare il giusto target della pubblicità.

La più grande potenzialità dei software utilizzati, è quella di mostrare i contenuti a coloro che realmente vogliono vederli. Questo sistema è molto efficace anche perchè permette la riduzione degli errori, poiché tutto è automatizzato, e dei costi.

Dopo aver spiegato cos’è e come funziona il programmatic advertising, è bene sapere quali sono le sue caratteristiche e di cosa si serve per il giusto utilizzo.

Sono tre le caratteristiche e i principi di questa innovativa tecnica pubblicitaria:

  • Programmatica: tutte le fasi del processo avvengono in una piattaforma automatizzata;
  • Tempestiva: campagna pubblicitaria ottimizzata in tempo reale;
  • Data-driven: si trasforma la logica dell’acquisto passando dall’acquisto dello spazio a quello dell’audience.

La previsione di crescita nel mercato a livello mondiale è di +36% annuo. Negli USA il 55% dei video pubblicitari è stato erogato attraverso piattaforme di Programmatic Advertising e nel 2016 ha raggiunto il 63%.

Il programmatic prevede l’utilizzo di: DMP, DSP e SSP. Il DMP è la piattaforma che permette l’analisi dei dati relativi al comportamento degli utenti, permettendo di trasformarli in azioni di pianificazione in tempo reale, massimizzando la loro efficacia. I dati vengono quindi acquisiti, organizzati ed utilizzati mirando al giusto target.

Il DSP è invece lo strumento utilizzato nel processo di acquisto dello spazio pubblicitario che consente al cliente di pianificare in totale autonomia la campagna pubblicitaria all’interno della piattaforma.

La SSP, infine, è responsabile del posizionamento delle offerte all’interno dei siti tenendo conto degli spazi liberi e dell’analisi dei dati riguardanti il numero di visite e la permanenza su una determinata pagina.

DMP, DSP e SSP funzionano in tempo reale e senza interruzioni.

La maggior efficienza, la riduzione dei costi e la mirata analisi del target hanno fatto sì che il programmatic advertising fosse realmente utile ed in continuo sviluppo.

Ethyca, grazie alle sue competenze, offre ai propri clienti il servizio di analisi dei dati della Search di Google incrociandolo a quello del programmatic advertising: questa attività permette il lancio del proprio brand, prodotto o servizio, in modo preciso, con risultati certi ed evitando lo spreco di denaro in investimenti su piani di comunicazione digitale realizzati con gli strumenti classici.

Alessandro Patanella – CEO

Il 50% degli “internauti Italiani” fa acquisti in rete

Attraverso un’indagine condotta da parte dell’ISTAT lo scorso 21 dicembre su “Cittadini, imprese e ICT nel 2016”, si è potuto indagare sulle competenze informatiche dei cittadini italiani e sul grado di competitività delle imprese nostrane dal punto di vista tecnologico.

Per mezzo di questo studio, possiamo osservare cosa raccontano le nostre abitudini degli shopper online.

Anzi tutto, rispetto all’anno precedente si registra un aumento dal 48,7% al 50,5% delle persone con almeno 15 anni che hanno navigato in internet e fatto acquisti in Rete, nei tre mesi precedenti l’intervista.
Nello specifico, sempre nei tre mesi prima dell’intervista:
il 28,7% delle persone corrispondenti ha ordinato o comperato merci o servizi;
il 12,0% lo ha fatto nel corso dell’anno;
il 9,7% più di un anno fa.

Ad essere più propensi a fare acquisti on line sono gli uomini (54,4%), le persone tra i 20 e i 34 anni (60,0%) e chi risiede nel Nord-est (55,8%). Tra chi ha fatto acquisti su Internet negli ultimi tre mesi, il 13,3% ha fatto uno o due ordini, il 9,2% tra i tre e i cinque ordini, il 3,6% tra sei e dieci ordini.
Una piccolissima percentuale di internauti ha eseguito più di dieci ordini online (1,7%). Tra i beni più acquistati vi sono i servizi che riguardano i viaggi e i trasporti (40,9%). Seguono poi gli acquisti degli abiti e degli articoli sportivi (40,2%).

Dai dati rilevati, si evince che è ancora poco diffusa l’abitudine di acquistare negli e-commerce i prodotti alimentari (8,6%).
I servizi più utilizzati online sono i servizi bancari (41,3%), in particolar modo
da chi è nella fascia d’età tra i 35 anni e i 44 anni (48,7%). Seguono i servizi di pagamento (come per esempio PayPal), adoperati dal 34,4% degli utenti web, con un picco tra i 20 e i 34 anni (43,2%).

Far uso della Rete, per vendere merci o servizi (come per esempio tramite Ebay) è adoperato dal 9,3% degli utenti, con un calo del 4% rispetto all’anno precedente. Pertanto gli E-commerce tradizionali ne traggono un enorme vantaggio.

Si riporta una grande sproporzione tra il Nord e il Sud Italia, 20 punti percentuali esattamente, per l’e-banking. Per quelli che sono i servizi di pagamento online, questa sproporzione supera i 10 punti percentuali.
Negli ultimi tre mesi, nonostante un gran numero di internauti non ha fatto acquisti sul web, questi utenti hanno comunque cercato online delle informazioni riguardanti prodotti e servizi, o hanno usato la Rete per la vendita di beni.

Solo il 40,9% degli utenti di internet, gli italiani (oltre 9,3 milioni) che negli ultimi tre mesi non hanno fatto acquisti su un e-commerce.

Da questi dati statistici, è chiaro che sempre più internauti italiani ricorrono alla Rete per comprare prodotti e servizi. Più della metà degli utenti online del nostro Paese trova usuale, utile e conveniente fare degli acquisti sugli e-commerce, e continua a farlo.

Oggi per gli utenti, pagare online è sentito come sicuro. Gli utenti sono approdati allo stadio successivo: desiderano che le spese di spedizione siano basse o nulle, una consegna rapida e puntuale, un servizio all’altezza dei grandi big dell’e-commerce.

I data analyst di ETHYCA sono capaci di orientarsi tra milioni di informazioni che riguardano un sistema aziendale, così da individuare e mostrare il dato utile a sciogliere un problema o rendere più semplice una decisione complessa. Inoltre studiano i trend e le statistiche di ricerca organiche e categoriche su Google relative all’ultimo anno per proiettare e pianificare le campagne di comunicazione digitale, permettendo così che il budget investito dalle aziende raggiunga il target prefissato in modo efficiente.

Alessandro Patanella – CEO
ETHYCA DIGITAL COMPANY

Il marketing dei colori

Perchè si parla di marketing dei colori? Che legame esiste tra i colori ed il marketing e tutta la fase di vendita? La scienza insegna che il colore non è altro che un’elaborazione visiva generata da segnali nervosi che i fotorecettori della retina inviano al cervello. La percezione visiva, dunque, è capace di provocare risposte emotive ed atteggiamenti psicologici diversi. Il colore è una sensazione che ha effetti sul nostro organismo e sul nostro atteggiamento psicologico.

La scelta di un colore per un brand è una fase molto delicata e importante in ottica di marketing, infatti esiste una relazione tra percezione emozionale dei colori e scelta dei nostri acquisti.

E’ stata elaborata un’infografica, dalla quale si è potuto evincere che quando si attua una strategia di marketing, è essenziale considerare che i consumatori, a proposito dell’acquisto, pongono l’aspetto visivo notevolmente al di sopra di qualsiasi altro aspetto (93%). L’85% degli utenti dichiara di preferire l’acquisto di un prodotto piuttosto che un altro, esclusivamente in base al colore.

A proposito di visual marketing, uno studio della Cornell University ha evidenziato come il colore è fondamentale anche nei cibi. Durante il pranzo di una riunione in un college, sono stati serviti in self-service degli spaghetti al pomodoro in piatti di colore bianco e rosso. Pesando le porzioni, si è arrivati alla conclusione che, chi ha ricevuto il piatto rosso ha caricato una quantità maggiore di spaghetti (22% in più) rispetto a coloro che si sono serviti con il piatto bianco, mangiando quindi 35g di pasta in più. Il colore ha un potenziale strategico, comunicativo e di vendita in tutti i settori, anche in quello gastronomico.

Anche nelle pubblicità vengono utilizzati i colori a seconda del target di riferimento sulla base di un’attenta analisi psicologica. Se si confrontano infatti i colori usati nelle pubblicità per i bambini e quelli utilizzati per il pubblico di mezza età, i colori usati sono completamente differenti. Fare leva sulla psicologia umane è una scelta strategica poiché migliora il tasso di conversione.

E’ possibile analizzare i colori più persuasivi in ottica di marketing e vendite, ad esempio: il rosso è il più usato per comunicare prezzi scontati ed occasioni da cogliere al volo, il blu è utilizzato per trasmettere affidabilità o il giallo, che trasmette affidabilità da una parte, dall’altra può essere considerato come un colore aggressivo, è uno dei colori più usati negli allestimenti delle vetrine per la sua capacità di attrarre l’attenzione.

Anche nel web marketing, insieme a fattori importanti come velocità e navigabilità, si pone molta attenzione al design e quindi ai relativi colori utilizzati. Il colore, ha la capacità di attirare specifiche categorie di acquirenti e di influenzarne le abitudini di acquisto.

Una componente essenziale di un qualsiasi progetto di design è caratterizzata dalla presenza dello spazio bianco. Il termine spazio bianco indica quel margine che separa visivamente immagini, paragrafi e così via, dando equilibrio ed armonia al progetto grafico. Lavorare con gli spazi bianchi significa far prendere forma al concetto di minimalismo, potendo così: mettere in risalto determinati elementi della pagina, migliorare la leggibilità dei testi, evitare il sovraccarico e la confusione giocando sulla vera psicologia dei colori.

Isabella Ippolito – Text Editor

Digital Marketing & Retail: Binomio vincente.

Il punto vendita gioca, ancora oggi, un ruolo fondamentale; ma solo se associato al digitale.

Il 50% dei consumatori preferisce ancora il retail, se non altro per toccare con mano ciò che desidera acquistare. Ma il negozio deve essere anche moderno, quindi digitale.

Le nuove tecnologie on line aiutano a mantenere le relazioni con il cliente, anche fuori il punto fisico, tramite info continuamente aggiornate.

Aumentare la pedonalitá tramite i Big Data é possibile? Certamente: il 97% delle ricerche di beni o servizi viene effettuato su Google (oggi rappresenta il vecchio elenco categorico cartaceo, le Pagine Gialle ad esempio). Gli utenti trovano on line un prodotto, e si recano nel punto vendita più vicino per l’acquisto.

Il digitale rappresenta, ormai, il “digital journey” del consumatore, con particolare riferimento alla possibilità di scegliere un negozio a colpo sicuro, successivamente comprerà con tranquillità anche nel suo store digitale.

Infine, grazie a questa attività, un negozio può tracciare i gusti della propria clientela e quindi modellare le proprie forniture.
Ovviamente una tecnologia affidabile é alla base di tutto: permetterà di elaborare i processi di raccolta ed analisi dei dati in modo chirurgico e quindi di mappare le strategie di marketing del punto vendita fisico.

Alessandro Patanella – CEO

ChatBot: Innovazione essenziale per le aziende

In un momento in cui le aziende investono molto su sistemi di Intelligenza Artificiale, il ChatBot rappresenta un cambiamento che modificherà i processi interni ed esterni e le interazioni di queste, pubbliche o private che siano. Il ChatBot è un servizio che permette agli utenti di interagire via chat, senza l’intervento umano e può riguardare una serie di argomenti e applicazioni di vari settori.

Se si pensa ai sistemi di intelligenza artificiale come Siri di Apple o Google Now, assistenti digitali che cercano di migliorare l’esperienza dell’utente attraverso il linguaggio umano, i chatbots, oltre ad analizzare e riconoscere i comandi vocali, rispondono al testo.

Oggi le persone usano le chat più dei social network e chiunque abbia un business online vuole essere dove sono i propri clienti, fidelizzati o potenziali, quindi, gli impieghi del chatbot sono innumerevoli, dai CRM avanzati ai sistemi di informazione su news, offerte e promozioni.
Il più comune uso del chatbot è legato al servizio clienti, quindi, se i clienti di un’azienda hanno problemi o domande frequenti, lo sviluppo di un chatbot è un processo di semplificazione ed ottimizzazione, attivo 24 ore su 24.

Si può prendere in considerazione una piattaforma creata per poter realizzare il Bot, ad esempio, della propria pagina Facebook, configurarlo e pubblicarlo, che consente di aggiornare i lettori o lanciare offerte senza uscire da Messanger. Il chatbot permette di far incontrare il brand e l’utente. Questa piattaforma consente la personalizzazione del messaggio di benvenuto, l’invio delle notifiche push, la gestione dei messaggi, la presenza di un carrello di acquisto, l’analisi dei topic, l’analisi della pagina Facebook e tanto altro.

Il 2017 è considerato l’anno del boom dei chatbot, e solo una minima parte delle interazioni avverrà attraverso l’intervento umano, quindi, tutto il resto sarà gestito da questi tipi di software automatizzati. Oggi c’è un elevato incremento della progettazione di software per chatbot, e ciò indica che questo è il momento giusto per implementare il proprio business facendo differenza con la concorrenza.

Vi piacerebbe dare questo servizio ai vostri clienti?
Scrivete a [email protected]

Enzo Cicero
Senior Developer

Top mobile marketing trend per il 2017

E’ arrivato il momento di abbandonare le scuse concentrate sulla crisi economica; è ora di mettersi a studiare per diventare competitivi su un mercato sempre più globale e concorrenziale. L’anno appena trascorso è stato quello che ha avuto come protagonista il mobile first, una tendenza che certamente crescerà anche quest’anno.

Non importa cosa state vendendo, dall’abbigliamento ai salumi o le collane, qualsiasi tipo di negozio voi abbiate, é vitale studiare il marketing in tutte le sue forme perché è la base dell’imprenditoria; nessun imprenditore può più permettersi il lusso di non conoscere le fondamenta del marketing.

I tempi in cui era sufficiente produrre un ottimo prodotto per vendere sono finiti, oggi un imprenditore per avere successo deve avere delle competenze multiple nei vari campi dell’attività con un occhio speciale alle varie strategie di marketing; è quindi utile conoscere quelle che saranno le tendenze che domineranno il mondo del mobile marketing per questo 2017:

Instagram Ads
Mai come adesso, le immagini divengono un vero e proprio linguaggio visivo, capaci di sedurre i consumatori. Un esempio è dato da Instagram Ads, un’applicazione che originalmente era nata per la condivisione di fotografie, e che oggi riveste un ruolo fondamentale per la visibilità dei marchi online. Assisteremo certamente, ad una crescita dinamica di Instagram, grazie allo sviluppo di nuovi formati pubblicitari.

Video sempre più protagonisti
Accanto alle immagini, a ricoprire un ruolo sempre più importante, saranno i video, sia che si tratti di advertising sia in termini di real time marketing. Nello specifico, i video live, grazie alla velocità di internet e all’uso degli smartphone, consentiranno agli utenti di servirsi, in diretta, di contenuti selettivi, che prima dell’avvento dei social, erano impossibili da raggiungere. Inoltre gli annunci in formato video costituiranno il futuro dell’adversiting. È bene, per il 2017, includere nel vostro piano mobile marketing una vera e propria strategia connessa al video content.

Lo shopping si fa con le app
Per coloro che operano nel settore delle vendite online, sarà indispensabile, sviluppare un’app, per facilitare la vendita di servizi e dei propri prodotti online. Una scelta indispensabile perché, le app facilitano e velocizzano l’esperienza di navigazione degli utenti. Tuttavia, se non desiderate sviluppare un’applicazione è possibile ottimizzare nel miglior modo il vostro sito per i dispositivi mobile.

Il 2017 è l’anno del proximity marketing
Basato sui dispositivi beacon, si chiama marketing di prossimità ed esso si sposa con il mobile marketing !
I dispositivi beacon, sono tra i più noti strumenti di proximity marketing. Essi consentono di catturare il cliente quando è nelle vicinanze, per mezzo di notifiche push che costantemente tengono aggiornati i consumatori, su novità ed offerte vicine e intorno a voi. Questa tecnologia consente di apportare non solo un considerevole vantaggio nel coinvolgere (engagement) i propri clienti che si trovano nelle prossimità della vostra attività commerciale, ma vi consentirà di registrare un aumento delle vendite.

Multi device marketing
Nel pianificare la vostra campagna marketing per il 2017, è preferibile tenere in considerazione non solo gli smartphone, ma anche dispositivi come i tablet, gli smartwatch e le smart Tv. Tutti questi dispositivi vi consentiranno di comunicare in maniera flessibile.

Alessandro Patanella – CEO

Marketing Moments

Il 2016 viene considerato l’anno dell’innovazione della tecnologia, attraverso le iniziative di branding che stanno costruendo la storia del marketing management. E’ stata creata, infatti, una top ten dei marketing moments che hanno segnato l’anno trascorso e che segneranno l’anno che sta per iniziare.

Si assiste ad una delle acquisizioni più costose, dove, la produttrice britannica di birra AB InBev si fonde col colosso SAB Miller.
Questa acquisizione, ha dato vita ad una produzione di 60 miliardi di litri di birra annui e ha comportato una scossa nel mercato del settore.

Altro passaggio importante, è quello della sperimentazione di marketing attuata dagli artisti per i propri fan, come l’uscita del sesto album di Beyoncè che includeva un visual album accompagnato da un film di un’ora, a prova del fatto che il mercato discografico sta rinnovandosi.

Uno dei successi della pubblicità è quello dello spot per Kenzo. Uno spot fuori dagli schemi, grazie al carisma della protagonista.
Anche gli eventi sportivi vengono ricordati tra i marketing moments come quelli delle delle olimpiadi di Rio.

Mark Zuckerberg, al momento in cui ha svelato che la tecnologia Oculus sarebbe stata utilizzata alla base del Samsung VR, il primo effetto di questo lancio è stato quello di rivoluzionare la possibilità di sperimentazione da parte delle agenzie per le campagne di marketing.

Il 2016, ha accolto anche una delle campagne presidenziali più social dei tempi. Trump si è auto-promosso attraverso i social, per poter vincere, nonostante post discutibili e le frasi sessiste.

La possibilità data da Facebook dei live video è da considerare un altro marketing moment, incluso nella top ten. Anche le foto a 360° sono diventate una realtà nuova all’interno dei social che è stata sfruttata da grandi brand come IKEA.

Viene sfruttata, nell’anno appena trascorso, tramite l’app Pokèmon go (App che ha raggiunto milioni di download), la strategia dell’inserimento di sponsor come quello di Starbucks all’interno dei videogames.
Grande successo, che è ancora all’inizio dell’evoluzione, è stato riscosso da Snapchat Inc. Questa startup ha costretto grandi piattaforme come Facebook a nuovi trend di condivisione.

I bot, sono una realtà che stiamo imparando a conoscere quest’anno, ma che decollerà il prossimo, grazie all’automazione dei nostri task giornalieri. Sono state mostrate realtà fatta di comandi vocali per la gestione della casa, infatti, ci si chiede come queste innovazioni verranno attuate dai grandi brand, nel 2017.
Marcello Terrana – CPO

2017: Nuovi Trend Di Business Da Seguire

La nuova generazione, cresciuta proporzionalmente con il digitale, rappresenta il più grande gruppo di consumatori delle innovazioni tecnologiche. Appunto per questo, i trend di business per l’anno che sta arrivando, stanno attuando alcuni cambiamenti a proposito di strumenti tecnologici, crescita delle piattaforme eCommerce, marketing sui social e molto altro, perché le imprese, molto presto, dovranno occuparsi di questo nuovo tipo di pubblico nonché nuovo flusso digitale di entrate economiche. Il primo di questi cambiamenti è sicuramente quello dell’innovazione delle piattaforme che permettono la vendita di prodotti o servizi, oggi vitali per le aziende che vogliono emergere nel mondo del mercato e competere ad alti livelli. Avere un personal branding è fondamentale per la crescita del business poiché internet, oggi più che mai, ha aperto una spietata competizione tra esperti di vario settore. Un’altra innovazione è data dall’assunzione dei dipendenti da remoto. Il mondo digitale presenta un’abolizione della monotonia del lavoro in sede, con la possibilità di collaborare a distanza, assumendo vari talenti dal digitale, ricredendosi sulla cattiva opinione sui ragazzini della nuova generazione, considerati svogliati, ma, invece molto interessati e preparati a questo nuovo mondo in continua evoluzione. Il 2017, sarà anche l’anno del progresso dei negozi online. I costi di spedizione hanno un potere decisionale sui clienti, perché si è disposti ad aggiungere elementi nel carrello per ottenere la spedizione gratuita. In via di sviluppo è anche il mCommerce (mobile Commerce) e il social commerce, che permette l’acquisto online tramite smartphone, considerando che gli acquisti da smartphone nel 2016 superano i 44 miliardi. Il progresso è dato anche dal Business Intellingence che darà un aiuto alle PMI. Per BI si intende una serie di procedure aziendali per la raccolta e l’analisi dei dati, e attraverso un software, è possibile raccoglierli trasformandoli in informazioni per lo sviluppo del business. Figura indispensabile per questo studio statistico sono i data analyst. Come detto sopra, il pubblico a cui ci si rivolge adesso, è la nuova generazione. Questo implica la ricerca di aziende attente al sociale, che si preoccupano della salute del pianeta anche attraverso i prodotti consumati. Non a caso è stato coniato il termine “Green Business”, che ha portato le aziende a creare prodotti specifici per la realizzazione di questo obiettivo. Il nuovo anno sarà, probabilmente, anche l’anno in cui verranno inseriti video funzionali per risolvere i problemi presentati dai clienti. Il video sta diventando fonte essenziale di informazioni, poiché in pochissimi secondi può esprimere la mission di una azienda. Infine, una importante novità sarà rappresentata dalla riduzione del tempo speso davanti la casella di posta nell’attesa di una risposta da parte dell’interlocutore attraverso l’introduzione di strumenti di comunicazione tra gruppi di utenti. Non si avrà, quindi, un completo abbandono delle e-mail ma un’ottimizzazione dei tempi.

Isabella Ippolito

IoT – Internet Of Things

L’estensione di internet nel mondo degli oggetti.

Siamo davvero sicuri che la rete si limiti ai device che abbiamo ad oggi in uso?
L’internet delle cose é già evoluta, nonostante molti di voi non ne hanno consapevolezza.
Gli oggetti prendono VITA. Si rendono riconoscibili, acquisiscono intelligenza artificiale (AI), comunicano fra di loro per un obiettivo comune.
Sveglie che suonano in anticipo in caso di traffico per raggiungere il posto di lavoro, scarpe da ginnastica che trasmettono ed elaborano i percorsi ad un software, vasetti delle medicine che avvisano i tuoi familiari se hai dimenticato di assumere un farmaco; l’obiettivo finale é far sì che in modo digitale si tracci una mappa reale della nostra vita. In modo parallelo al web semantico, che molti di voi utilizzano ogni giorno: SIRI.

Tramite l’RFDI (Radio Frequency IDentification) possiamo decidere di rendere un oggetto capace di rispondere ed interrogare a distanza e quindi essere assimilabile a qualsiasi piattaforma di gestione.

L’indotto del settore é veramente importante: più di 750mila persone, nel mondo, lavorano allo sviluppo delle innumerevoli applicazioni di questa nuova tecnologia.

La Lab di Ethyca (oggi anche IBM, Microsoft, Apple, C3 IoT, B-Scada) lavora sullo sviluppo della tecnologia IEEE 802.15.4, che prevede due distinte tipologie: RFD (Reduce Function Device) ed FFD (Full Function Device); la seconda, come si intuisce, permette di interagire con qualsiasi panel di controllo.

Siete ancora convinti che internet sia ridotto al sito o ai social?

Alessandro Patanella – CEO