Se il vostro sito è online da tempo, avete ottenuto un buon posizionamento sui motori di ricerca e il numero dei “visitatori unici” è in costante aumento, sicuramente sarete entusiasti dei risultati ottenuti.
Certo, questi dati sono entusiasmanti, ma vogliamo spingervi ad attenzionarne un altro spesso sottovalutato nell’analisi del rendimento di un sito web e che invece è fondamentale: la frequenza di rimbalzo (o bounce rate).

Cos’è la frequenza di rimbalzo e come si misura?
E’ il dato che indica quanti dei visitatori del vostro sito lo abbandonano dopo aver visitato un’unica pagina e senza compiere alcuna azione, rimbalzando, letteralmente, sulla pagina di ricerca ed approdando ad altri lidi.
E’ misurabile, come molte altre metriche, e va tenuta sotto controllo perché è un indicatore importante del comportamento degli utenti. Google Analytics ci viene incontro, come sempre, tenendo presente non solo il tempo trascorso sulla pagina stessa ma soprattutto l’azione compiuta dall’utente una volta visualizzata la pagina stessa.

Quali sono i valori ottimali di bounce rate?
Rispondere a questa domanda è molto complesso, poiché va ricordato che ogni sito web è un mondo a sé e la corretta analisi dei dati dipende dalla natura del progetto.
Esistono dei dati generici, certo, ed è sicuro che un sito con frequenza di rimbalzo molto bassa indichi che l’indice di partecipazione degli utenti sia molto alto e che questi, quindi, si sentano coinvolti dai contenuti e navighino tra le pagine compiendo diverse azioni.

Quali sono le cause di una frequenza di rimbalzo troppo alta?
Andiamo al sodo cercando di guidarvi attraverso le possibili cause di questo fenomeno sicuramente da correggere analizzando le tre principali.

1- Il sito non è responsive (ottimizzato per tutti i dispositivi)
Anche se potrà sembrarvi una banalità, la consapevolezza dell’importanza della fruibilità di un sito web da cellulare, tablet e desktop non si traduce sempre in fatti concreti. Fin troppi siti web non sono ad oggi ottimizzati per essere navigabili in modo funzionale da ogni dispositivo e questa resta ad oggi una delle più frequenti cause di un’alta frequenza di rimbalzo.

2- Le pagine hanno un tempo di caricamento elevato
Anche il fattore velocità di caricamento influenza molto la bounce rate e influisce in modo importante sulla user experience. Quante volte vi è capitato di abbandonare un sito perché spazientiti dai tempi troppo lunghi di attesa? Attenzionate sempre le caratteristiche del server e la sua posizione geografica, la dimensione del codice HTML, la piattaforma CMS e la dimensione dei file che costituiscono le pagine.

3- I vostri contenuti non soddisfano le aspettative degli utenti finali
Altra banalità, direte, ma così non è. Per la piacevole fruizione di un sito, i contenuti sono importantissimi e devono tenere conto delle aspettative dei visitatori in relazione all’obiettivo del progetto.
Contenuti non esaurienti, linguaggio complesso, paragrafi mal strutturati, assenza di parole chiave, scorretto uso delle immagini e muri di testo; sono solo alcuni degli ostacoli che una scorretta pianificazione del sito possono frapporre fra voi e il vostro utente finale.

Sicuramente ci sono altri fattori che possono fare in modo che la frequenza di rimbalzo si alzi, ed è per questo che affidarsi ad esperti per la progettazione e la realizzazione di un sito web è fondamentale.

Non improvvisate mai, rischiate di trovarvi fra le mani un progetto magari esteticamente soddisfacente ma tecnicamente non performante, con uno spreco di tempo e risorse che non restituirà valore alla vostra idea ma che, al contrario, la danneggerà.