Ogni cosa ha il suo contrario, lo sappiamo, dunque anche la tanto amata SEO optimization, ovvero l’insieme di tecniche che ottimizzino il nostro sito per i motori di ricerca, ha il suo: la negative seo.

Di cosa si tratta?
Si tratta di un insieme di tecniche del tutto simili a quelle relative all’ottimizzazione, ma che hanno un obiettivo contrario, ovvero quello di danneggiare un sito nel suo posizionamento sui motori di ricerca, ranking e reputazione.

Come funziona?
Le tecniche usate per danneggiare un competitor possono essere molte:

1- Uso di link di scarsa qualità (Google Bowling)
In sintesi si tratta di link di ingresso di pessima qualità che puntano ad un sito web e che, se usati appositamente allo scopo di creare danni, vengono facilmente individuati da Google penalizzando il sito-vittima.

2- Hacking del sito
Per quanto possa sembrare un’operazione riservata ai “grandi”, anche i siti di piccole e medie aziende possono essere hackerati con l’inserimento di malware che sfruttano per lo più CMS non aggiornati e danneggiano l’intero progetto. Il risultato? Google bannerà i siti danneggiati dall’indice.

3- Richiesta di rimozione di link fondamentali
Con una semplice mail ben strutturata, è possibile richiedere la rimozione di un link di vitale importanza per un sito, inventando di sana pianta una violazione.

4- Furto e duplicazione dei contenuti
Eseguendo uno scraping del contenuto di un sito e creandone quindi una copia, è possibile indurre Google ad indicizzare quel contenuto come “contenuto copia”.

Come difendersi?
La parola d’ordine è monitorare. Verificare sempre i link in entrata con una corretta analisi delle SERP per l’individuazione della duplicazione dei nostri contenuti.

Gli strumenti utili per l’individuazione di anomalie sono molteplici, anche gratuiti, ed è importante utilizzarli per l’analisi costante del vostro sito.